Assalto alla carovana. Un’avventura made by Playmobil

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I cowboy e il vecchio West sono quelle cose che tornano ciclicamente di moda, come le spalline negli abiti da donna o gli abiti stretch molto Seventies per i maschietti. Prendete me, per esempio. Non porto le spalline (non parlo degli abiti), ma in cantina avevo da millenni un vecchio fortino Playmobil (il mitico Fort Randall), con tanto di settimo cavalleggeri, cannoni, galera e sceriffi.

Bene, quando l’ho tirato fuori per Jacopo (all’epoca ottenne) ho notato on line con piacere che non solo la linea Far West era tornata di moda, ma che vendevano anche la diligenza che avevo da piccolo (e che mammà aveva buttato chissà dove, mai più trovata). Detto, fatto! Comprata, passata agli eredi e usata subito per mettere in salvo i soldati del Forte da un’invasione di dinosauri (ebbene sì, io e i bimbi siamo per la commistione dei generi nei giochi).

Della diligenza in sé posso dire poco. Chi conosce la qualità assoluta dei Playmobil sa già che si tratta di un gioco di eccellente fattura, con i più molti dettagli che aggiungono carattere ai personaggi e alle ambientazioni rispetto agli anni ’70 (uno su tutti le mani snodate dei nuovi omini, ma come facevamo senza 40 anni fa?).

Insomma, un gioco che è un must per chi, ancora oggi, non si è stancato di ballare coi lupi (e i lupetti).


Autore: Maurizio

43 anni ben portati. Giornalista, raccontastorie, runner, tifoso viola e - soprattutto - trisbabbo di una banda di 11, 8 e 2 anni.

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