Spazio, ultima frontiera: Chicco Magie di Stelle

Chi non ricorda le tradizionali “Casine delle Api” piazzate sulla testiera della culla o del lettino per permettere al bebè di distrarsi e magari riuscire a farlo smettere di piangere per qualche minuto? Si tratta di giochi per la primissima infanzia che stimolano la vista del bambino, catturano la sua attenzione grazie al movimento e alla musica e – quando il pupo è più cresciuto – diventano oggetti da mordere, sbavare, distruggere.

La giostrina Chicco Magie di Stelle, però, offre qualcosa in più. Per esempio, il fatto che al posto delle tradizionali apine o peluchetti in forma animale di vario genere ci siano stelle e pianeti, ovviamente in forma pastellosa e infantile. O ancora, il fatto che a comando, la struttura centrale della giostrina proietti sul soffitto un planetario colorato con una galassia di colori (il fatto che si vedano contemporaneamente il sole, la luna, le stelle e Saturno non deve turbare gli animi troppo scientifici). Insomma, esattamente quello che ci vuole per inculcare fin dalla più tenera età una passione per lo spazio, le stelle, la fantascienza.

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Ma la giostrina Magie di Stelle non è solo un giocattolo per figli di genitori nerd. Ha anche altre caratteristiche che la rendono un ottimo acquisto per le camerette di maschietti e femminucce: un telecomando permette di passare dalla proiezione astrale a una normale lucina antibuio, e due bottoni sul corpo centrale consentono di passare da una musica classica a una più ambient/new age. La giostrina rotante vera e propria – quella con i mini-peluche attaccati – può essere tolta lasciando attivo soltanto il proiettore: una scelta comunque obbligata non appena il bambino riesce a sedersi da solo (e quindi ad afferrare i peluche rotanti scardinando il meccanismo).


Autore: Pietro

Di lavoro fa le cose on line, visualizza dati con grafiche insolite, taglia e cuce pezzi di video. A casa tenta di gestire un maschietto pieno di entusiasmo, curioso e profondamente tranquillo... finché non gli prende fame. Proprio come il suo papà.

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